Covid-19 FAQ

Lavoro ridotto

Lavoro ridotto: Devo comunque essere disponibile su richiesta nell’arco delle ore di lavoro concordate contrattualmente?

Secondo l'opinione espressa qui di seguito, sì.

L'indennità per lavoro ridotto copre la perdita di guadagno. Se è possibile ripassare ad una situazione normale di guadagno, sia Lei che la Sua datrice di lavoro avete il diritto di avvalervi di questa possibilità. In questo caso ha diritto al 100% dello stipendio concordato per il lavoro effettivamente svolto.

Il mio datore di lavoro ha fatto richiesta per lavoro ridotto contro la mia volontà. E' consentito?

No. L'ufficio cantonale competente può approvare una domanda di lavoro a tempo ridotto solo se il Suo datore di lavoro conferma che anche Lei è d'accordo con la proposta di lavorare a tempo ridotto.

Da notare è che a differenza di quanto previsto per il regolare lavoro a orario ridotto, per il lavoro a orario ridotto legato al COVID -19, non è necessario confermare il proprio accordo per iscritto. Se rifiuta di lavorare a orario ridotto, il Suo datore di lavoro deve continuare a pagare l'intero stipendio. Tuttavia, il Suo datore di lavoro è anche libero di rescindere il Suo contratto di lavoro.

Lavoro su chiamata e con carichi di lavoro molto fluttuanti. Il mio datore di lavoro può mettermi a lavorare a orario ridotto?

Sì, secondo quanto deciso dal Consiglio federale il 28 ottobre 2020 con effetto retroattivo al 1° settembre 2020 e limitato al 30 giugno 2021.

Se il suo livello di occupazione è oggetto a forti fluttuazioni, ha altresì diritto a un'indennità per lavoro ridotto, a condizione che abbia lavorato per l'azienda in questione per almeno 6 mesi a tempo indeterminato. Il suo datore di lavoro fornisce all’assicurazione contro la disoccupazione il calcolo della sua perdita di ore lavorative. Tale calcolo si basa sui 6 o 12 mesi precedenti l’inizio del lavoro ridotto, a seconda di quale calcolo risulti per lei più vantaggioso.

Ho un contratto di tirocinio e sono stato messo a lavorare a orario ridotto. E' consentito?

Sì, per un periodo di tempo limitato ciò era consentito.

Contrariamente a quanto previsto per il regolare lavoro a orario ridotto, il lavoro a orario ridotto legato al COVID-19 era possibile anche per persone con contratto di tirocinio. Il Consiglio federale, con la modifica del 20 maggio 2020, ha tuttavia annullato questa disposizione con effetto dal 1° giugno 2020. Di conseguenza, il datore di lavoro non può più richiedere un lavoro a tempo parziale per dipendenti con contratto di tirocinio.

(Date : 01.06.2020)

Sono in età pensionabile ma non sono ancora andato in pensione. Il mio datore di lavoro non vuole farmi lavorare a orario ridotto. È corretto?

Sì, perché l'ufficio cantonale competente respingerebbe in ogni caso la richiesta del Suo datore di lavoro.

L'indennità per lavoro ridotto è una prestazione dell'assicurazione contro la disoccupazione. Le persone che hanno raggiunto l'età di pensionamento AVS o che percepiscono una rendita di vecchiaia AVS non hanno diritto alle prestazioni dell'assicurazione contro la disoccupazione.

Ho un contratto a tempo determinato. La mia datrice di lavoro poteva richiedere per me un'indennità per lavoro a orario ridotto ?

Sì, a condizione che anche lei fosse d’accordo.

A differenza di quanto previsto per la regolare indennità per lavoro ridotto, le direttive legate al COVID-19 consentivano ai datori di lavoro di richiedere un'indennità per lavoro ridotto anche per i dipendenti con contratto a tempo determinato. Il Consiglio Federale ha tutta via abolito questa possibilità a partire dal 1 settembre 2020.

(Data: 01.09.2020)

Il mio contratto di lavoro è stato disdetto. Il mio datore di lavoro può richiedere comunque un lavoro a orario ridotto per me per il periodo di disdetta?

No.

La mia datrice di lavoro deve pagare i contributi sociali anche in caso di lavoro ridotto?

Sì.

Essa deve continuare a versare regolarmente i contributi previdenziali previsti dalla legge e convenuti contrattualmente - come AVS/AI/IPG/AD, assicurazione contro gli infortuni. L'importo dei contributi rimane invariato, in quanto viene calcolato sulla base dell'orario di lavoro contrattuale e, di conseguenza, sulla base del salario contrattualmente concordato. Rimangono invariati anche i contributi del dipendente, che la datrice di lavoro detrae dallo stipendio.

Poiché molte aziende non sono attualmente in grado di pagare questi contributi a causa di problemi di liquidità, la sua datrice di lavoro non ha dovuto pagare gli interessi sui contributi non pagati in tempo per il periodo dal 21 marzo 2020 al 30 giugno 2020. Si trattava di un rinvio automatico del pagamento - la sua datrice di lavoro non era tenuta a richiederlo - che però non modificava l'obbligo di pagamento.

Allo stesso modo, l'obbligo di pagamento non è modificato nemmeno dal fatto che la sua datrice di lavoro non debba presentare alla cassa di disoccupazione, per il lavoro ridotto COVID-19, la conferma che continuerà a pagare i contributi previdenziali.

Sono in maternità. Il lavoro ridotto influisce sulla mia indennità giornaliera?

No.

L'indennità giornaliera durante il congedo di maternità è pari all'80% del reddito medio conseguito prima dell'inizio del diritto all'indennità. In questo contesto il reddito da lavoro è il reddito su cui vengono riscossi i contributi ai sensi della LAVS e quindi il reddito regolare, non quello del lavoro ridotto.

Sono in malattia. Il lavoro ridotto influisce sulla mia indennità giornaliera?

È possibile. Sono decisive le condizioni d'assicurazione dell'assicurazione d'indennità giornaliera in caso di malattia.

L'assicurazione malattia è libera di stabilire nel proprio regolamento su quali basi calcola l'indennità giornaliera: sulla base del salario assicurato o sulla base del salario ridotto.

Sono inabile al lavoro a causa di un infortunio. Il lavoro ridotto influisce sulla mia indennità giornaliera?

No.

L'assicurazione contro gli infortuni calcola l'indennità giornaliera sulla base del reddito che avreste percepito senza lavoro ridotto.

Il mio datore di lavoro ha avviato le procedure per fallimento. Posso esigere che introduca il lavoro a orario ridotto per evitare il fallimento?

No. In primo luogo, la richiesta per un'indennità per lavoro a orario ridotto è in gran parte a discrezione del datore di lavoro. Inoltre, una condizione per la richiesta è che per l’azienda deve essere possibile riprendere un funzionamento normale dopo la pandemia.

L'indennità per lavoro a orario ridotto legata al COVID-19 viene corrisposta solo se " la perdita di lavoro è probabilmente temporanea ed è presumibile che con la diminuzione del lavoro potranno essere conservati i [loro] posti di lavoro".

Sono una lavoratrice dipendente e, a causa delle misure adottate dalla Confederazione, non ho più potuto esercitare la mia professione. Avevo diritto al mio stipendio durante tale periodo?

Sì, tuttavia il Suo datore di lavoro avrebbe potuto fare richiesta, previo Suo consenso, per il lavoro a orario ridotto.

Se non ha potuto svolgere il suo lavoro, in maniera totale o parziale, a causa delle misure definite dal Consiglio federale, si tratta di una perdita di lavoro computabile. Per essere veramente definita come tale, la perdita di lavoro deve essere di almeno il 10% delle ore di lavoro normalmente fornite in complesso dai dipendenti dell’azienda per ogni periodo di conteggio.

L’indennità per il lavoro ridotto corrisponde all’80% della perdita di guadagno. Determinante per il calcolo è lo stipendio convenuto contrattualmente e percepito l’ultimo giorno di paga prima dell’inizio del lavoro ridotto. Se la perdita di guadagno è solo parziale, il Suo datore di lavoro le deve pagare l’intero stipendio, ma può richiedere un’indennità per lavoro ridotto per la percentuale di lavoro che non è effettivamente in grado di svolgere e di cui le deve pagare solo l’80%. Per consentire al datore di lavoro di calcolare l'importo esatto dell'indennità, è necessario indicare le assenze e le ore effettive di lavoro giornaliere.

Il Suo datore di lavoro può richiedere un'indennità per lavoro ridotto per un massimo di diciotto mesi. Se la perdita di ore lavorative è superiore all'85% del normale orario di lavoro, la durata massima del diritto si riduce a quattro mesi.

(Data: 08.07.2020)


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