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I giovani possono vendere fuochi d'artificio?

In linea di principio, no. Solo le persone aventi l’esercizio dei diritti civili, cioè maggiorenni e capaci di discernimento, sono autorizzate a vendere fuochi d'artificio. Un'eccezione è data per i fuochi d'artificio che presentano un rischio molto ridotto.

La vendita di fuochi d'artificio è in linea di principio soggetta ad autorizzazione. Il Cantone competente rilascia l'autorizzazione solo se la venditrice e le persone che agiscono per suo conto hanno l’esercizio dei diritti civili. Se la persona autorizzata non soddisfa i requisiti per l‘autorizzazione, l'autorità competente revoca l’autorizzazione.

Esperienza necessaria

Affinché una persona possa vendere fuochi d'artificio non è sufficiente che sia maggiorenne. I venditori devono inoltre essere "degne di fiducia e avere abbastanza esperienza e sufficienti conoscenze giuridiche e tecniche nella manipolazione di sostanze esplosive". La proprietaria del negozio deve infine designare un supervisore responsabile, che abbia esperienza nella manipolazione dei fuochi d'artificio, conosca le prescrizioni legali e "sia in grado di prendere i necessari provvedimenti di sicurezza in caso di esplosione o di incendio".

Eccezione per i fuochi d'artificio non pericolosi

La legislazione sugli esplosivi divide i fuochi d'artificio in quattro categorie (vedi Famiglia). Per i fuochi d'artificio della categoria F1 non è richiesta alcuna autorizzazione e, di conseguenza, anche i giovani dai 12 anni possono vendere fuochi d'artificio di questa categoria. Si tratta di fuochi d'artificio "che presentano un rischio molto ridotto, producono un livello di rumore trascurabile e sono destinati ad essere utilizzati in spazi confinati, compresi i fuochi d‘artificio destinati a essere utilizzati all’interno di edifici d‘abitazione". Tra questi ad esempio i fiammiferi e i bengala.