Lavorare
Il mio capo può revocare il bonus senza preavviso?
Se il bonus è una gratificazione volontaria, il datore di lavoro può revocarlo senza preavviso e senza formalità, salvo diverso accordo.
Se il rapporto di fiducia tra il CEO e il giurista del gruppo è compromesso, il datore di lavoro può licenziare il dipendente, anche se altri indizi fanno pensare a un licenziamento ritorsivo. Inoltre, il datore di lavoro può configurare un bonus in parte come componente salariale e in parte come gratificazione volontaria. Per la revoca della gratificazione volontaria non è tenuto a rispettare termini di preavviso o prescrizioni formali. Lo ha stabilito il Tribunale federale con sentenza del 3 marzo 2026.
Una SA licenzia il giurista del gruppo prima della fusione
Una SA, con decorrenza dall'inizio del 2019, promuove a COO il giurista da lei assunto nel 2017. Il nuovo contratto di lavoro prevede, oltre a uno stipendio annuo fisso e a un bonus legato al fatturato, un ulteriore piano di bonus. Il suo importo variabile dipende dal prezzo che un eventuale acquirente pagherà per l'azienda («exit multiple»). La componente fissa del piano («Good Leaver») è in linea di principio esigibile non appena il collaboratore lascia l’azienda «in buoni rapporti».
All'inizio del 2021, il datore di lavoro retrocede il proprio dipendente alla funzione di Group Legal Counsel ed elimina dal contratto il bonus legato al fatturato. Alla fine di marzo 2021, il datore di lavoro, con il pagamento anticipato della componente fissa, scioglie anche il piano di bonus e, nel giugno 2021, risolve il rapporto di lavoro. Nel novembre 2021, la SA viene acquisita da un'altra società.
Nel gennaio 2022, il dipendente chiede al Tribunale distrettuale un risarcimento di 66 667 CHF nei confronti del suo ex datore di lavoro per licenziamento abusivo e l’«exit multiple» di 1 134 454 CHF. Il tribunale distrettuale respinge la domanda nell'agosto 2023; la Corte d'appello, adita in seguito, conferma la sentenza di primo grado nel giugno 2025. A quel punto, il giurista adisce il Tribunale federale con un ricorso in materia civile.
La società può licenziare i giuristi del gruppo a causa di un rapporto di fiducia compromesso
Il lavoratore considera il licenziamento come una vendetta e un licenziamento a scopo di ostacolo e quindi lo considera abusivo. È vero che nel caso in esame la sequenza temporale degli eventi suggerisce che la SA, con il licenziamento, volesse evitare il pagamento del bonus «Exit Multiple», di importo notevolmente superiore. Tuttavia, la SA dimostra la rottura del rapporto di fiducia tra il giurista del gruppo e il CEO. Quando, come nel caso in esame, un rapporto di fiducia funzionante è indispensabile, la rottura di tale rapporto costituisce un motivo legittimo di licenziamento.
Il bonus può essere composto da una parte obbligatoria e da una parte facoltativa
È inoltre controverso se la SA debba all'ex collaboratore il bonus «Exit Multiple» più elevato come parte della retribuzione a causa della vendita dell'azienda. Il Tribunale federale, nella sua giurisprudenza costante, suddivide i bonus in tre categorie:
1. bonus come parte della retribuzione concordata. Questo bonus concordato è determinato o oggettivamente determinabile e il lavoratore ne ha diritto;
2. Gratificazione concordata come diritto a un compenso aggiuntivo. In linea di principio, il lavoratore ha diritto anche a questa gratificazione, ma il datore di lavoro può determinarne l'importo a propria discrezione;
3. Gratificazione come prestazione volontaria del datore di lavoro. Una gratificazione è a discrezione del datore di lavoro sia per quanto riguarda il suo pagamento che il suo importo, e quindi volontaria, se le parti lo hanno concordato.
Secondo il piano di bonus contestato, la SA può sciogliere anticipatamente il bonus «Exit Multiple» e sostituirlo in qualsiasi momento con il bonus «Good Leaver», di importo inferiore. La SA considera quindi il bonus «Good Leaver» come una componente salariale, mentre il bonus «Exit Multiple», di importo superiore, come una prestazione volontaria che può erogare in modo indipendente e a propria discrezione. Il ricorrente non convince il Tribunale federale con la sua argomentazione secondo cui il bonus sarebbe legato alla vendita della maggioranza della società e quindi chiaramente determinabile: se la SA avesse voluto che non fosse più possibile sostituire il bonus «Exit Multiple» con il bonus «Good Leaver», di importo inferiore, a un determinato momento, lo avrebbe chiaramente stabilito nel piano.
Non è necessaria una comunicazione di modifica per la soppressione della gratificazione volontaria
Poiché il bonus «Exit Multiple» è concepito come gratificazione facoltativa, il datore di lavoro può revocarlo senza dover rispettare i termini di preavviso previsti dal contratto di lavoro. Come constata il Tribunale federale, la «sospensione del piano di bonus (…) non ha comportato una risoluzione parziale del rapporto di lavoro. Allo stesso modo, non sussiste alcun requisito formale per la risoluzione del piano di bonus, cosicché anche il pagamento del bonus «Good Leaver», di importo inferiore, può porre fine al piano di bonus.
Il Tribunale federale respinge il ricorso. Impone al ricorrente le spese processuali per un importo di 15'500 CHF e lo obbliga a rifondere alla SA, ora risultante dalla fusione, con 17'500 CHF.