Lavorare

I dipendenti delle ferrovie possono scioperare?

L'obbligo di pace sociale sancito dal CCL limita fortemente il diritto di sciopero sancito dalla Costituzione.

Il diritto di sciopero è tutelato dalla libertà di espressione garantita dalla Costituzione e dalla libertà di associazione, anch'essa sancita dalla Costituzione federale. Tuttavia, la Costituzione federale stabilisce, in via restrittiva, che gli scioperi sono ammessi solo «se non sussistono obblighi mantenimento della pace del lavoro o di condurre trattative di conciliazione». Se al rapporto di lavoro in questione si applica un contratto collettivo di lavoro (CCL) con obbligo di pace lavorativa, i dipendenti non possono scioperare senza rischiare il licenziamento. (Vedi anche: «Lo sciopero delle donne è un diritto costituzionale?»

Il CCL esclude il diritto di sciopero

Attraverso un CCL, i datori di lavoro o le loro associazioni regolano con le associazioni dei lavoratori la conclusione, il contenuto e la cessazione dei singoli rapporti di lavoro dei datori di lavoro e dei lavoratori coinvolti. Di norma, il CCL sancisce un obbligo di pace che esclude espressamente il diritto di sciopero. Se il CCL prevede un obbligo di pace assoluto, i dipendenti non possono scioperare nemmeno se la controversia verte su un punto non disciplinato dal CCL.

Per i dipendenti delle FFS si applica il CCL 2019, che le FFS e i sindacati hanno prorogato fino alla fine del 2028. Il CCL-FFS sancisce un obbligo di pace sociale assoluto. Le parti contraenti sono quindi tenute a «mantenere la pace sociale assoluta per tutta la durata del contratto». Le parti contraenti devono a tal fine astenersi da qualsiasi misura che possa turbare il lavoro, come scioperi, scioperi di avvertimento, misure analoghe allo sciopero, boicottaggi e serrate». Sono considerate «misure simili allo sciopero» in particolare «la minaccia di sciopero, l’invito allo sciopero e la resistenza passiva», come ad esempio uno sciopero bianco. Le stesse o simili disposizioni sono sancite, ad esempio, dal CCL BLS del 2018 o dal CCL Ferrovie Retiche del 2023. (Vedi anche: «Contratti collettivi di lavoro»)

Chi sciopera nonostante l'obbligo di pace sociale rischia il licenziamento

Se, come nel caso delle FFS, della BLS o della Ferrovia Retica, vige un CCL con obbligo di pace sociale, i dipendenti ferroviari non possono scioperare senza dover mettere in conto conseguenze quali, ad esempio, il licenziamento. Piuttosto, qualora vi sia il rischio di una violazione dell’obbligo di pace sociale o questa si sia già verificata, le parti contraenti devono avviare colloqui di conciliazione e, se necessario, procedure di conciliazione e arbitrato.

I licenziamenti a causa di uno sciopero legale sono abusivi

In assenza di un CCL applicabile con obbligo di pace sociale, i dipendenti possono scioperare. Facendo riferimento alla dottrina, il Tribunale federale stabilisce in questo caso tre presupposti. Lo sciopero deve

  • essere sostenuto da un sindacato;
  • perseguire obiettivi disciplinabili da un CCL;
  • essere proporzionato.

Se questi presupposti per uno sciopero legale sono soddisfatti, il collaboratore licenziato a causa dello sciopero ha buone possibilità di successo in tribunale se impugna il licenziamento come abusivo. Infatti, un licenziamento in risposta all'esercizio di un diritto costituzionale non è ammissibile. (Vedi però: «La scuola può licenziarmi per aver manifestato?»)

Attenzione: anche se il dipendente licenziato a causa dello sciopero ottiene ragione in tribunale, non mantiene il proprio posto di lavoro. Ha però buone possibilità di ottenere un’indennità a titolo di risarcimento.