Lavorare

Ho diritto all'indennità di disoccupazione anche quale donna incinta?

Sì, perché anche le donne incinte sono da considerarsi idonee al collocamento, come confermato dal Tribunale federale con decisione dell'11 febbraio 2020.

Una donna lavorava dal 2008 nel settore della ristorazione con contratti stagionali. Dopo essersi iscritta, durante il contratto stagionale ancora in corso, all’Ufficio Regionale di Collocamento, l’ufficio competente ha negato l’idoneità al collocamento della donna a causa della sua gravidanza. Il Tribunale cantonale vallesano ha accolto il ricorso presentato contro questa decisione ed ha accordato alla donna l'indennità di disoccupazione. Il Tribunale federale ha confermato questa decisione.

L'attività lavorativa non termina obbligatoriamente con la nascita

Per avere diritto all'indennità di disoccupazione, la persona assicurata deve essere idonea al collocamento: deve essere disposta, in grado ed autorizzata a lavorare. La persona non è da considerarsi idonea al collocamento se un suo impiego è improbabile, in quanto è disponibile solo per un periodo molto breve. Tuttavia, secondo il Tribunale federale, questo non è necessariamente il caso di una donna incinta: "Poiché non vi sono indizi che la donna dal momento del parto avrebbe voluto ritirarsi totalmente o almeno per un lungo periodo dal mercato del lavoro, per valutare l’idoneità al collocamento non può essere considerato solo il periodo fino alla data del parto, considerato che un rapporto di lavoro continua secondo il diritto del lavoro durante il congedo di maternità.”

La gravidanza non deve essere equiparata a un viaggio all'estero

Allo stesso modo, chi progetta altrimenti e, per esempio, ha pianificato un viaggio all'estero in modo tale da poter lavorare solo per un breve periodo, non è da considerarsi idoneo al collocamento. Tuttavia, come afferma il Tribunale federale, una gravidanza non è “pianificare altrimenti”, ma piuttosto parte del diritto fondamentale alla famiglia sancito nella costituzione.

Divieto di discriminazione nell’ambito dell’assunzione

La legge sulla parità dei sessi vieta di non assumere una persona in base al suo sesso. Poiché la gravidanza riguarda solo le donne, la gravidanza non può essere motivo per non assumere una persona, in quanto sarebbe una discriminazione non permessa. Tuttavia, negando in generale l'idoneità al collocamento di una donna incinta, "la ricorrente dà per acquisito che i potenziali datori di lavoro mettono in atto questo comportamento discriminatorio”. Come ha rilevato il Tribunale federale, questa conclusione prevenuta non è degna di protezione, motivo per cui ha confermato la decisione dell’istanza inferiore di riconoscere il diritto alle indennità giornaliere.