Lavorare

Neve e ghiaccio hanno mandato in tilt il traffico, facendomi arrivare tardi al lavoro. Devo recuperare le ore perse?

In via di principio sì. È vero che talvolta le scuole rimangono chiuse per le forti nevicate, ma il mondo del lavoro è più duro. Se giunge in ufficio in ritardo per un ingorgo stradale o la cancellazione dei treni si tratta di cause di forza maggiore che esulano dalla responsabilità del datore di lavoro.

Pertanto l’azienda può legittimamente esigere che recuperi le ore perse o trattenerle dalla busta paga. Infatti, il datore di lavoro è tenuto al pagamento dello stipendio soltanto laddove ad impedire il regolare svolgimento delle prestazioni siano cause inerenti alla persona del dipendente, ad esempio se si ammala.

La situazione è un po’ più favorevole se rimane bloccato nella neve durante una trasferta di lavoro. Da premettere che in genere il tragitto non viene considerato come prestazione lavorativa. Rientra invece nel computo dell’orario lavorativo la differenza di tempo che impiega per recarsi in un luogo diverso della sua consueta sede di lavoro. Se il viaggio dura più del previsto a cause delle intemperie, aumentano di conseguenze le ore di lavoro che le saranno calcolate come effettive.

E ancora, cosa succede quando, pur arrivando puntuale in ufficio si ritrova a girare i pollici perché la rete informatica non funziona per una bufera di neve? Allora potrà bere tranquillamente un caffè, sicuro di essere retribuito. Qui la sua inoperosità è formalmente imputabile al datore di lavoro. Essendo in mora con l’accettazione, è tenuto al pagamento del salario senza che lei debba prestare ulteriormente il suo lavoro.