Famiglia

Devo pagare il salario al nostra donna pulizie durante il suo congedo di maternità?

No. Tuttavia la collaboratrice domestica ha diritto all’indennità di perdita di guadagno in caso di maternità (IPG). In qualità di datrice di lavoro può, ma non deve, versare la differenza fra indennità giornaliera e salario.

La donna delle pulizie è considerata come avente diritto all’indennità di maternità se è stata assicurata obbligatoriamente ai sensi della legge sull’AVS durante i nove mesi immediatamente precedenti la nascita del figlio, ha lavorato almeno cinque mesi in questo periodo e al momento del parto era una sua impiegata. Il diritto all’indennità di maternità inizia il giorno del parto e termina dopo 98 giorni.

Importo dell’indennità di maternità

La cassa di compensazione versa alla madre un’indennità giornaliera pari all’80% del reddito medio conseguito prima del parto, dedotti i contributi AVS/AI, IPG e AD. Durante il congedo la donna resta assicurata contro gli infortuni ma è esonerata dal pagamento dei relativi premi sull’indennità giornaliera percepita. Se decidete di pagarle la differenza rispetto al suo salario abituale, i premi dell’assicurazione contro gli infortuni sono invece dovuti su quest’importo.

Pagamento dell’indennità di maternità

Se continua a pagare lo stipendio alla donna delle pulizie durante il congedo di maternità, in qualità di datrice di lavoro, può farsi versare l’IPG dalla cassa di compensazione. In caso contrario la donna delle pulizie dovrà presentare personalmente la richiesta di indennità di maternità alla cassa di compensazione con l’elenco completo dei datori di lavoro.

Attenzione quindi: se, oltre che per voi, lavorasse anche per altri, la richiedente dovrà allegare un foglio complementare per ciascun datore di lavoro. È importante che compili il formulario in tempo e in ogni sua parte. Altrimenti la donna riceverà in ritardo l’indennità di maternità integrale che le spetta.