Concubinato
Concubinato
Che cos'è il concubinato?
Il termine «concubinato» indica la convivenza stabile e duratura di due persone maggiorenni non sposate tra loro. Non costituiscono invece concubinato le convivenze prive di un rapporto di partenariato e, in particolare, prive della volontà di sostegno reciproco. Una coabitazione tra studenti o anche la convivenza con un buon amico non costituiscono quindi un concubinato.
A differenza del matrimonio, la il concubinato non è un termine definito nella legge. I concubini, a meno che non abbiano stipulato accordi particolari tra loro, sono in principio assimilati a due persone giuridicamente indipendenti in tutti gli ambiti della vita. Il legislatore e la giurisprudenza regolano in modo puntuale il concubinato e le sue conseguenze, definendolo in modo diverso a seconda del settore giuridico:
- Contributo di mantenimento. Se un concubino sostiene finanziariamente il proprio partner, ciò può ridurre il suo diritto al mantenimento dopo il divorzio, indipendentemente dalla durata della convivenza.
- Riduzione dei premi. I Cantoni hanno ampia libertà nella gestione della riduzione dei premi (vedi però: «7 risposte sulla nuova regolamentazione della riduzione dei premi»). Possono quindi anche sommare il reddito delle coppie di concubini, che in tal caso potrebbero perdere il diritto alla riduzione dei premi. A tal fine, i Cantoni definiscono il concubinato in modo diverso. A seconda del luogo di residenza, un concubinato è considerato stabile già dopo due anni o solo dopo cinque anni (vedi anche: «Mi sposo! Perderò la riduzione dei premi?»).
- Diritto di rappresentanza. I concubini che si assistono regolarmente e personalmente, hanno per legge il diritto di rappresentanza se uno dei partner diventa incapace di discernimento.
- Anticipo degli alimenti. I Cantoni possono subordinare il diritto all'anticipo degli alimenti al fatto che la persona avente diritto al contributo viva in un concubinato stabile. A seconda del luogo di residenza, una convivenza è considerata stabile già dopo due o cinque anni. In alcuni casi, la presenza di un figlio comune può portare a considerare il concubinato come stabile già prima di tali termini (vedi anche: «Ho diritto all'anticipo degli alimenti nonostante abbia un nuovo partner?»).
- Congedo per assistenza. È considerato «partner» avente diritto qualsiasi persona che abbia vissuto per almeno cinque anni nello stesso nucleo domestico con il proprio partner che necessita di assistenza.
- Crediti di assistenza. È considerato partner di diritto chi ha convissuto per almeno cinque anni nello stesso nucleo famigliare con il partner convivente non autosufficiente.
- Aiuto sociale. Secondo le direttive CSIAS, per «convivenza stabile» si intende una convivenza simile al matrimonio, caratterizzata dalla disponibilità dei partner ad aiutarsi e sostenersi a vicenda e, se necessario, anche finanziariamente (vedi anche: «In qualità di beneficiario di una rendita AI, devo finanziare il mio partner convivente?»).
- Diritto penale. La violenza nella coppia è considerata un reato perseguibile d'ufficio. Le autorità penali perseguono quindi d'ufficio i reati corrispondenti se la vittima e l'autore del reato convivono in una stessa economia domestica a tempo indeterminato, indipendentemente dalla durata effettiva della convivenza
- Previdenza. Nel diritto previdenziale, il concubinato è considerata stabile se dura ininterrottamente da almeno cinque anni (vedi anche: «Tre anni di convivenza: la cassa pensioni può versare le prestazioni?»).
Stipulare un contratto di concubinato
A differenza del matrimonio, l'inizio del concubinato non è definito dalla legge. Come indicato sopra, il legislatore definisce la convivenza in modo diverso a seconda del settore giuridico e del Cantone. Senza una regolamentazione contrattuale della convivenza, possono sorgere problemi, in particolare in caso di separazione. Un contratto di convivenza è quindi utile soprattutto se i concubini hanno situazioni finanziarie diverse e/o se hanno figli e non si dividono o non interamente i compiti di assistenza.
I concubini possono stipulare un contratto di concubinato in modo esplicito o tacito. A fini probatori, tuttavia, è opportuno stipularlo per iscritto o addirittura farlo autenticare da un notaio.
Dal punto di vista dei contenuti, i concubini sono liberi di stabilire il contenuto del contratto di concubinato Di regola, il contratto di concubinato disciplina le questioni finanziarie durante la convivenza, le questioni relative al diritto di famiglia, ai figli e alla salute ed eventualmente anche lo scioglimento del concubinato.
Attenzione: la legge subordina alcune possibilità esclusivamente all'istituzione del matrimonio, come ad esempio la ripartizione della cassa pensioni. I concubini non possono derogare a queste disposizioni imperative (vedi anche: «È prevista la ripartizione della cassa pensioni dopo lo scioglimento della convivenza?»).